contenuti libro - amalfi coast ristorante Savò ad Atrani. Chef Gerardo Savo. La cucina delle emozioni

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Mangiatevi la Costiera, sembra dire Gerardo Savo attraverso le ricette contenute in questo libro. Un libro da gustare con gli occhi e apprezzare con l’anima. Si, perché l’opera del nostro chef non comprende solo trucchi, consigli e segreti per far bella figura a tavola. In queste pagine c’è soprattutto la storia. La storia di un’infanzia, di una giovinezza, di una maturità attraverso i cibi. Col ricordo che va a massaie e madri di famiglie che, in tempi meno opulenti, imbandivano la tavola con una straordinaria capacità creativa. Ma il «Mare in Collina» appare anche come un omaggio a quelle «muse» che hanno fatto la storia della cucina amalfitana. Un vademecum della produzione tipica di questa fetta importante di territorio che Norman Douglas non esitò a unire, insieme a Capri e Sorrento, in quella che poi definì «Terra della Sirene». Pomodorini, formaggi e limoni, sono alcuni dei sapori che resistono al tempo e alle insidie dell’Ogm. Sapori che da sempre sono posti ad esaltazione della cultura e della civiltà del territorio. Gerardo Savo sembra spalancare le porte sulla Costa d’Amalfi, proponendo al lettore un fantastico viaggio in un mondo gastronomico ricco e affascinante. Con i suoi riti, i suoi miti, le sue tradizioni. E non poteva essere altrimenti per uno chef cosiddetto biologico che non solo non rinnega le sue radici, ma che della cucina del territorio ha fatto in questi anni una sua ragione di vita. Così, dagli ingredienti più semplici messi a disposizione dall’orto o dalle reti sollevate dai fondali marini, nascono i consigli di questo libro. Invano il lettore vi cercherà sapori artefatti a cui troppo spesso la cucina contemporanea ci ha abituati. Spazio, dunque, a erbette selvatiche e pescato del giorno. In queste pagine ci sono soltanto ingredienti umili, semplici. Tutto ciò che un tempo era accessibile alle vecchie civiltà contadine e marinare. E la grande novità è proprio nel celebrare l’incontro tra le due anime della Costa d’Amalfi: il mare e la montagna. Da questo connubio, emerge la varietà dei piatti della cucina di Gerardo Savo. Il suo è un inno al gusto e al piacere, oltre che un’emozione capace di pervadere contemporaneamente corpo e anima. Proprio per quel suo uso esclusivo di prodotti biologici e quella costante ricerca di sapori dimenticati. Per Gerardo, però, biologico non è sinonimo di una cucina triste e modesta. I suoi, invece, sono piatti esuberanti. Un trionfo di sapori e colori, che denotano una ricerca amorosa della qualità e del piacere di stare a tavola. Ma ciò che più mi stupì, durante un’intervista al nostro chef, fu la competenza tecnica in materia di conservazione degli alimenti. «Tutti siamo consumatori – mi disse - ed è per questo che cerchiamo garanzie quando siamo a tavola». Solo allora compresi che di fronte a me non c’era soltanto un cuoco biologico col pallino della perfezione. Ma uno chef irresistibile, completo. Capace non solo, con estro e competenza, di curare tutto nei minimi particolari, ma di garantire in cucina grande affidabilità per la scelta e il mantenimento delle materie prime. Diplomato all’istituto alberghiero di Salerno, Gerardo Savo vanta una lunga esperienza lavorativa in Italia e all’estero che lo ha portato a maturare il suo background culturale. Ma soprattutto a prodigarsi per il rafforzamento della «cucina del sole», entusiasmante e affascinante com’è per i suoi apparenti paradossi, per la sua storia complessa che corre parallela a quella delle genti che hanno vissuto evivono sulle sponde del Mediterra­neo.

Mario Amodio Giornalista de “IL Mattino”

 
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